13 giugno 2021 - Novak, roba... dell'altro mondo – Morion 13 giugno 2021 - Novak, roba... dell'altro mondo – Morion
13 giugno 2021 - Novak, roba... dell'altro mondo

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13 giugno 2021 - Novak, roba... dell'altro mondo

 

 

Di Lorenzo Corleto 

 

 

Ore 15:00, Court Philippe-Chatrier, Parigi.

 

Nessuna finale ha forse mai avuto un’atmosfera così suggestiva e particolare quanto quella della partita disputata tra Stefanos Tsitsipas, numero 5 del mondo (indipendentemente dal risultato, salirà in classifica) e Novak Djokovic, numero 1: non tutti i 14840 posti a sedere sono occupati a causa delle restrizioni coercitive dovute alla diffusione del Covid-19, ma il calore è lo stesso, cambia solo l’impatto visivo; il clima è l’ideale per una partita di tennis: asciutto ma non torrido, vento assente e campo, come sempre a Parigi, in perfette condizioni.

 

Il fatto stesso che si tratti di una finale dovrebbe portare i due tennisti a dare di più, a compiere l’ultimo passo di un lungo percorso (ardue specialmente le semifinali, durate fino al quinto set per entrambi), ma i record che verrebbero ottenuti da uno dei due sono automaticamente un pungolo in più: con la vittoria del suo primo Slam, Tsitsipas diventerebbe il secondo giocatore della next-gen ad aggiudicarsi un Major dopo Thiem nel 2020 agli Us Open ed il primo a vincerlo dopo aver sconfitto almeno uno dei Big 3, Djokovic, Federer e Nadal (ricordiamo a tal proposito che Thiem vinse l’edizione degli Us Open alla quale non partecipò nessuna delle 3 succitate Corone tennistiche).

 

Djokovic, dal canto suo, aggiungerebbe un altro titolo al suo invidiabile palmares, accorcerebbe le distanze nella classifica degli Slam vinti dai Big 3 (20 da Federer e Nadal, 19, come detto, dal serbo) e, soprattutto, diventerebbe il primo e unico giocatore nella storia a vincere per almeno due volte tutti e 9 i Masters 1000 e i 4 Grand Slam.

Insomma, imprese che verrebbero scritte a caratteri cubitali nel grande libro del tennis.

 

 

 

 

Court Philippe-Chatrier

 

Il primo set è il miglior inizio che ci si potesse augurare: entrambi si scrollano di dosso le emozioni, in particolare il greco, che dopo un doppio fallo iniziale serve magistralmente (sono ben 14 gli ace totali contro la miglior risposta del circuito) e danno vita a scambi “terraioli”, intensi, dinamici e dispendiosi. Nessuno prende il sopravvento sull’altro fino all’undicesimo game, quando Djokovic strappa la battuta a Tsitsipas e ed è pronto a servire per il primo parziale, ma viene subito contro-breakato e costretto al tue-break decisivo.

Il greco, sull’onda dell’entusiasmo e del furore, si porta nettamente sul 4-0, per poi rischiare la frittata: spreca il vantaggio e finisce 6-5 sotto. Seconda carica, risposta centrale ma insidiosa di Djokovic e dritto vincente in controbalzo del greco. Uno dei punti migliori nel momento migliore. Tsitsipas si porta poi sul 7-6 e, dopo un dritto fuori di Djokovic, si aggiudica il primo set in un’ora e 8 minuti.

 

Il secondo set è invece l’ennesima conferma, per chi ancora ne avesse bisogno, che Tsitsipas merita di essere annoverato tra i più grandi e che di certo ha un futuro luminoso dinanzi a sé: non si rilassa, ma anzi spinge ancora di più e annichilisce Djokovic con un 6-2 in 35 minuti appena. Le statistiche corroborano il dominio del greco, che ha vinto l’87% di punti con la prima palla di servizio, ha sfruttato 2 palle break su 5 e ha commesso solo 2 errori non forzati.

 

 

 

Stefanos Tsitsipas

 

Anche nel terzo set ci sono stati pochi errori, ma questa volta dalla parte di Djokovic, che ha decisamente cambiato marcia dopo essere stato in svantaggio. Lo abbiamo visto fare con Muretti e con Nadal: quando la partita sembra ormai essere indirizzata fisicamente (il serbo era letteralmente bloccato nei primi due set) e mentalmente in suo sfavore, basta poco per cambiare le sorti dell’incontro, anche un semplice cambio di maglietta, da bianca a rossa, come il fuoco che inizia ad ardere dentro di lui. E così prima ritorna in partita con un 6-3 nel terzo set e poi riapre tutto vincendo il quarto per 6-2. C’è poco da fare quando Djokovic prende ritmo, non sbaglia e ti porta a sbagliare. 80% di punti vinti con la seconda nel quarto parziale: basterebbe solo questo dato a testimoniare che Djokovic è tornato, eccome.

Si va dunque al quinto set dopo 3 ore e 13 minuti di tennis vero.

 

Era dal 2004 che una finale del Roland Garros non venisse decisa al quinto set, match vinto da Gaston Gaudio contro Guillermo Coria con il punteggio di 8-6 all’ultimo e decisivo parziale.

Come è facile pensare vedendo il risultato, fu una partita combattuta fino all’ultimo punto, e così è stata quella tra Djokovic e Tsitsipas di 17 anni dopo. Il greco riesce a riprendersi solo parzialmente dopo due set di totale inerzia e sottomissione: tiene a fatica il primo game al servizio, ma perde quello dopo. Djokovic difende con le unghie e con i denti il vantaggio dal tentativo di rimonta di Tsitsipas e si porta sul 5-4 e servizio.

Dopo 4 ore e 11 minuti, con una voleé alta, Novak Djokovic chiude il game, il set, la partita e il torneo per la seconda volta nella sua carriera e a 34 anni diventa, tra gli altri record già menzionati, l’over-30 che ha ottenuto più vittorie nei Grand Slam (7).

 

 Novak Djokovic

 

 

Ora, Wimbledon. Tsitsipas per rifarsi e per riprovare l’assalto ad un titolo così prestigioso, Djokovic per ambire al Grand Slam, espressione che non indica solo uno dei 4 Major, ma la vittoria di Roland Garros, Wimbledon, Us Open e Australian Open in un unico anno.

Ci era andato vicino nel 2016, perdendo solo a Wimbledon al terzo turno contro Querrey, ora ci proverà di nuovo. E per chi ama fare paragoni tra i mostri sacri del tennis e vuole per forza trovare il migliore di sempre, ecco, se Nole compisse quest’impresa, la cernita sarebbe meno dolorosa.