Gino Bartali – Morion Gino Bartali – Morion
Gino Bartali

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Gino Bartali

Di Valentina Anglani

 

Gino Bartali visse tra il 1914 e il 2000, nel contesto storico della seconda guerra mondiale. Il suo esordio come ciclista dilettante fu nel 1934, con la vittoria della Coppa Bologna.

Divenuto professionista venne ingaggiato dalla Fréjus, attraverso la quale partecipò al primo giro d'Italia, raggiungendo la settima posizione. Nel 1936 ottenne grande successo passando al Legnano, ma in seguito ad un incidente che portò alla morte il fratello, fu tentato di abbandonare la carriera.

Nonostante ciò non mollò, continuando a partecipare a importanti competizioni tra le quali il tour de France del 1948. Probabilmente fu questa sua fama sportiva a farlo chiamare dall'arcivescovo di Firenze: Elia Angelo Dalla Costa e il suo conseguente entrare a far parte nel 1943 della DELASEM (Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei). Era un'organizzazione clandestina che consisteva nel trasporto di documenti e fototessere falsi per la fuga degli ebrei, all'interno dei tubi del telaio della sua bici.

In questo modo salvò circa 800 persone, nonostante spesso fosse stato fermato dalla finanza e avesse rischiato di essere colpito da alcune bombe. Dopo la sua morte ottenne per questo vari riconoscimenti come la medaglia d'oro al merito civile nel 2005, l'inserimento tra i "Giusti dell'olocausto" nel 2011, fu poi nominato "Giusto tra le nazioni" dall' Ente nazionale per la Memoria della Shoah nel 2013 e infine nel 2018 ottenne la nomina di cittadino onorario di Israele a un paio di giorni dall’inizio del Giro d’Italia proprio sulle strade della capitale.