Wilma Rudolph – Morion Wilma Rudolph – Morion
Wilma Rudolph

Wilma Rudolph

Di Valentina Anglani

 

Wilma Glodean Rudolph, vissuta tra il 1940 e il 1994, fu una velocista statunitense. Da bambina contrasse morbillo, pertosse, scarlattina e una polmonite doppia che mise in pericolo la sua vita; in seguito ebbe anche la poliomielite che le fece rischiare di rimanere zoppa dalla gamba sinistra, dopo varie terapie nell’ospedale riservato alle persone di colore, riuscì a ricominciare a camminare senza utilizzo di apparecchi. Già a dodici anni iniziò a dedicarsi allo sport, in particolare al basket; poi notata da un allenatore di atletica e grazie anche al suo spirito competitivo, venutosi a sviluppare da bambina in seguito alla difficile esperienza, si specializzò nella velocità. Partecipò a 16 anni per la prima volta alle olimpiadi del 1956 dove vinse una medaglia di bronzo e poi di nuovo a Roma nel 1960, qui vinse tre medaglie d'oro: in particolare i 100m in 11” , battendo il record mondiale di 11”3, questo non fu però riconosciuto a causa del vento favorevole; vinse poi i successivi 200m in 23”2 e infine la staffetta 4×100 m con il nuovo record di 44”5. Ottenne dagli italiani il soprannome di gazzella nera e proprio dall'Italia partì il gossip che sarebbe stato il più diffuso in quel periodo, ovvero la sua ipotetica relazione con Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri piani ai giochi olimpici di Roma nel 1960. Dal 1963 si dedicò all’insegnamento e alla Wilma Rudolph Foundation, che continua ad aiutare i bambini a superare gli ostacoli della vita. “La ricompensa non è così grande se non si è lottato duramente”. Wilma Rudolph ebbe una morte prematura causata da un tumore al cervello.


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