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Voglio diventare il numero 1 - Parte prima

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Voglio diventare il numero 1 - Parte prima

Di Alessandro Perrone

Copertina del Libro “I vagabondi del Tennis 2020”

 


Scusate il titolo molto provocatorio, è 
una frase che nel mondo del tennis si sente molto spesso, specialmente dai ragazzi che, vedendo in TV i grandi campioni giovani, belli e pieni di soldi, credono di poter diventare come loro.

Ma è tutto oro quel che luccica?

Dietro la fama acquisita ci sono tante e tante ore di allenamento, tecnico, fisico, mentale: ci sono tante sconfitte e vittorie, momenti positivi e negativi, anche talvolta infortuni non “previsti”, che li hanno fortificati e permesso di arrivare a quei livelli.

Una vecchia canzone diceva “uno su mille ce la fa”, nel tennis potremmo dire che uno su un milione ce la fa.

Questo è il primo di una serie di articoli in cui cercherò di capire e far comprendere che diventare professionista nel tennis (ma anche in qualsiasi altro sport) non è una cosa facile, ci sono tanti sacrifici dietro che deve fare non solo l’atleta, ma anche la sua famiglia, o, qualora fosse fortunato a trovare qualcuno che voglia investire in un suo ipotetico splendido futuro, i costi e il tempo che dovrebbe sostenere.

È un luogo comune che il tennis sia uno sport da “ricchi”, impianti “gratuiti” non esistono (ovviamente parlo dell’Italia, perché se prendiamo ad esempio gli USA, in ogni parco pubblico c’è almeno un campo da basket, da tennis e, se il parco lo permette, anche altri campi da gioco), l’attrezzatura, se si vuole giocare a buon livello, costa, come scegliere la corda giusta ha un prezzo, l’abbigliamento e le calzature hanno un prezzo a volte non accessibile.

Per il giocatore della domenica, molti di questi costi non sono indispensabili (come il cambio di corde fino a che non si rompono, o la sostituzione della racchetta ogni 1-2 anni per il logorio, o le calzature “non adatte” alla superfice di gioco), ma per colui che vuoi diventare professionista, sono spese che bisogna mettere in budget, lui o la sua famiglia.

Altri costi importanti sono:

- corsi di tennis fatti da un insegnante qualificato, che può insegnare all’atleta la tecnica e la tattica  
- un buon preparatore atletico che cominci a formarlo fisicamente (e magari mentalmente, all’inizio)
- ore e ore di allenamento con altri ragazzi per acquisire il “senso di gioco”
- trasferte per poter fare tornei o incontri con altre realtà.

Alla fine, qual è il costo del professionismo?

Io lo dividerei in due macro-periodi: il periodo dell’agonismo (dagli 8 ai 18 anni) e il periodo del professionismo vero e proprio: nella prima parte si cerca di imparare le basi dello sport, di apprendere quante più informazioni possibili, per intraprendere quella via che, qualora l’atleta fosse portato, lo finalizzerà nel secondo periodo.

Nella prossima parte di questo articolo, cercheremo di rispondere alla fatidica domanda “qual è il reale costo del tennista?”. Dopo una vita che gioca a tennis, arrivando a un discreto livello, per esempio intorno ai 100 del mondo, ha guadagnato o ha ci ha rimesso dei soldi?

Al prossimo articolo da Il Blog Del Tennis


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